Concerto @ Festival della Fondazione Palestrina

Sabato 30 novembre 2019 – ore 18
Palestrina (RM), Chiesa di S. Lucia
(viale Papa Pio XII, 4)

Lauda Mater Ecclesia

Polifonie dal Rinascimento spagnolo al Barocco emiliano
Concerto per il Festival della Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina

Giulia Bernardi, Loredana Ferrante, Simona Ruffini, Elena Turci voci soliste
Leonardo Pini
liuto, organo

Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola
Silvia Perucchetti direttore

Musiche di F. Guerrero, T. L. de Victoria, G. P. da Palestrina, A. Signoretti, S. Patta

Ingresso libero


Programma, testi e traduzioni

Tomas Luis de Victoria (Avila, 1548 – Madrid, 1611)
Ave Maria mottetto a 4 voci

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum.
Benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus
ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

Ave Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Francisco Guerrero (Siviglia, 1528 – ivi, 1599)

Niño Dios de amor herido villanesca spirituale a 4 voci

Niño Dios d’amor herido
tan presto os enamoráis,
que apenas avéis nasçido
quando d’amores lloráis.

En esta mortal divisa
nos mostráis bien el amar
pues siendo hijo de risa,
lo trocáis por el llorar.

La risa nos a cabido
el llorar vos lo aceptáis
y apenas avéis nasçido,
que apenas avéis nasçido
quando d’amores lloráis.

Gesù Bambino, di amor ferito,
ti innamorasti appena nato,
e non appena fosti nato
già piangevi d’amore.

In questa sembianza mortale
ci mostrasti bene l’amore;
tu che sei figlio del riso,
lo barattasti per il pianto.

Nel riso è contenuto il pianto
e lo accetti;
e non appena fosti nato,
non appena fosti nato
già piangevi d’amore.

Antes que comais a Dios villanesca spirituale a 4 voci

(Venezia, Vincenti, 1589)
Antes que comáis a Dios
en este sacro manjar,
alma, será bien pensar
quién es Dios y quién soys vos.

Antes qu’en vuestra posada
reçibáis al Rey del çielo,
vivid, alma, con reçelo,
si estáis bien aparejada.

Y pues recibís a Dios,
en este sacro manjar,
alma, será bien pensar
quién es Dios y quién soys vos.

Prima che tu ti nutra del Signore
in questo sacro Cibo,
Anima, sarà bene pensare
chi è Dio e chi sei tu.

Prima che tu riceva nella tua dimora
il Re del Cielo,
vivi, Anima, con la preoccupazione
di essere ben preparata.

E dopo esserti nutrito del Signore
in questo sacro Cibo,
Anima, sarà bene pensare
chi è Dio e chi sei tu

Lauda Mater Ecclesia inno a 4 voci e canto fratto

Lauda mater Ecclesia
lauda Christi clementiam
qui septem purgat vitia
per septiformam gratiam.

Loda, o madre chiesa,
loda la clemenza di Cristo,
la quale emenda i sette peccati
attraverso la sua settemplice grazia.

Maria soror Lazari
quae tot commisit crimina
ab ipsa fauce tartari
redit ad vitae limina.

Maria, sorella di Lazzaro,
la quale commise tanti peccati
dalla stessa voragine dell’ inferno
ritornò alle soglie della vita.

Post fluxae carnis scandala
fit ex lebete phiala
in vas translata gloriae
de vase contumeliae.

Dopo gli scandali della carne
infiacchita diventa, da umile lebete,
una coppa sacra trasformata da vaso
di oltraggio in ricettacolo di gloria.

Aegra currit ad medicum
vas ferens aromaticum
et a morbo multiplici
verbo curatur medici.

Malata, corre dal medico portando
un vaso di aromi e, da un morbo
molteplice, è curata dalla parola
del medico stesso.

Surgentem cum victoria
Jesum videt ab inferis
prima meretur gaudia
quae plus ardebat caeteris.

Ella vede Cristo che risorge
vittorioso dall’inferno, [così] si
guadagna quelle gioie più grandi
che ardono al di sopra di tutte le altre.

Uni Deo sit gloria
pro multiformi gratia
qui culpas et supplicia
remittit et dat praemia. Amen.

Sia gloria all’unico Dio
per la sua molteplice grazia,
Colui che rimette le colpe
e i castighi e assicura i premi. Amen.

Anonimo, fine sec. XVI (Reggio Emilia, Archivio della Basilica di S. Prospero, ms. Am2)
Audi benigne Conditor inno a 4 voci
contraffatto su Lucis Creator optime di T. L. de Victoria (trascrizione di Silvia Perucchetti)

Audi, benigne Conditor,
nostras preces cum fletibus,
sacrata in abstinentia
fusas quadragenaria.

Ascolta, o benigno Creatore,
le nostre preghiere e le lacrime,
nella sacra astinenza
della Quaresima effuse.

Scrutator alme cordium,
infirma tu scis virium;
ad Te reversis exhibe
remissionis gratiam.

Tu, che scruti nei cuori
e conosci le nostre debolezze,
concedi la grazia del perdono
a chi si rivolge a Te.

Multum quidem peccavimus,
sed parce confitentibus;
tuique laude nominis
confer medelam languidis.

Invero abbiamo molto peccato,
ma risparmia chi in te confida;
a lode del tuo nome
apporta rimedio a chi è senza forza.

Sic corpus extra conteri
dona per abstinentiam,
ieiunet ut mens sobria
a labe prorsus criminum.

Concedi che il nostro corpo sia logorato
da un’astinenza estrema, affinché la
mente saggia si astenga del tutto dalla
vergogna dei peccati.

Maurizio Cazzati (Luzzara, RE, 1616 – Mantova, 1678)
Laudate Dominum mottetto a 4 voci (1663 – trascrizione di Paolo Giorgi)

Laudate Dominum omnes gentes,
laudate eum, omnes populi.
Quoniam confirmata est
super nos misericordia eius,
et veritas Domini
manet in aeternum.
Gloria Patri et Filio
et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio,
et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum. Amen.

Lodate il Signore, tutti.
Lodatelo, tutti gli uomini.
Perché egli ha consolidato
la sua misericordia su di noi,
e la verità del Signore
dura in eterno.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
come era nel principio,
ora e per sempre,
e nei secoli dei secoli. Amen.

Decora lux inno a 4 voci (1670 – trascrizione di Paolo Giorgi)

Decora lux æternitatis, auream
diem beatis irrigavit ignibus,
Apostolorum quæ coronat Principes,
Reisque in astra liberam pandit viam.

La bella luce dell’eternità irrigò
con beati raggi l’aureo giorno
che corona i Principi degli
Apostoli, e che in cielo apre una
libera strada ai peccatori.

O Roma felix, quæ duorum Principum
es consecrata glorioso sanguine
horum cruore purpurata ceteras
excellis orbis una pulchritudines.

O Roma fortunata, che sei consacrata
col glorioso sangue dei due
Principi,
imporporata col loro
sangue:
solo per ciò sovrasti le
altre bellezze del mondo.

Sit Trinitati sempiterna gloria,
honor, potestas, atque jubilatio,
in unitate quae gubernat omnia,
per universa aeternitatis sæcula.

Sia gloria eterna, onore,
potenza e giubilo alla Trinità,
che in unità ogni cosa governa
per tutti i secoli dell’eternità.

Francisco Guerrero

Urbs Ierusalem beata inno a 5 voci e canto fratto

Urbs Jerusalem beata,
dicta pacis visio,
quae construitur in caelis
vivis ex lapidibus,
et Angelis coronata,
ut sponsata comite.

Città beata di Gerusalemme,
chiamata visione di pace,
che viene edificata nei cieli
con pietre vive,
e circondata dagli angeli
come sposa dal seguito.

Nova veniens e caelo,
nuptiali thalamo
praeparata, ut sponsata
copuletur Domino:
plateae et muri ejus
ex auro purissimo.

Viene nuova dal cielo,
preparata per il talamo nuziale,
perché pura
si unisca al Signore.
Le sue piazze e le mura
sono d’oro purissimo.

Portae nitent margaritis
adytis patentibus:
et virtute meritorium
illuc introducitur
omnis qui ob Christi nomen
hic in mundo premitur.

Le porte dai battenti aperti
risplendono di perle,
in virtù dei meriti
là viene ammesso
ognuno che per il nome di Cristo
è oppresso qui nel mondo.

Gloria et honor Deo
usquequo altissimo,
una Patri Filioque
inclito Paraclito
cui laus et potestas
per aeterna saecula. Amen.

Onore e gloria al Dio
in eterno Altissimo,
al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo
siano lodi e potenza
nei secoli dei secoli. Amen.

Diego Pisador (Salamanca, 1509-’10 – ivi?, dopo il 1557)
Pavana muy llana para tañer per liuto da Libro de música de vihuela

Luys de Narváez (Granada?, floruit 1526 – 1549)
Diferencias sobre ‘Guardáme las vacas’ per liuto
da Los seys libros del Delphin de musica de cifras para tañer vihuela

Alonso Mudarra (?, ca. 1510 – Siviglia, 1580)
Fantasia X que contrahaze la harpa en la manera de Ludovico per liuto

Serafino Patta (metà XVI sec. – post 1619, organista a Reggio Emilia fra 1609 e 1611)
Quem vidistis pastores mottetto a 2 soli, 5 voci e continuo
(1613 – trascrizione di Silvia Perucchetti)

Quem vidistis, pastores:
dicite, annuntiate nobis,
in terris quis apparuit?
Natum vidimus,
et choros angelorum
collaudantes Domino.
Alleluia.

Diteci chi avete visto, pastori:
diteci, annunciate a noi
chi è giunto sulla terra:
Abbiamo visto il neonato
e un coro di angeli
che cantava al Signore.
Alleluia.

Aurelio Signoretti (Reggio Emilia, 1567 – ivi, fra 1631 e 2 novembre 1635)
Ave Maria mottetto a 2 soli, 8 voci e continuo
(1615 – trascrizione di Silvia Perucchetti)

Ave, Maria, gratia plena,
Dominus tecum.
Benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus
ventris tui, Iesus.

Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto
del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora
della nostra morte. Amen.

Anonimo, sec. XVII (Reggio Emilia, Biblioteca “A. Panizzi”, Musica Sacra 9)
Chiacona di Paradiso, e d’inferno canzonetta su basso di ciaccona a tre voci e liuto da Canzonette spirituali, e morali, che si cantano nell’Oratorio di Chiavena, eretto sotto la protettione di S. Filippo Neri, [1657] (trascrizione di Silvia Perucchetti)

O che bel star è star in Paradiso
Dove si vive sempre in fest’e riso
Vedendosi di Dio svelat’il viso
O che bel star è star in Paradiso.

Ohimè ch’orribil star giù nell’inferno
Ove si viv’in piant’e foco eterno
Senza veder mai Dio in sempiterno
Ahi, ahi, ch’orribil star giù nell’inferno.

Là non si trova guerra né rumore,
Regno di pace gl’è, Regno d’amore,
sbandito è l’odio, l’ira, et ogni sdegno
che vitio non pò star in quel bel Regno.
O che bel star è star in Paradiso!

Regna la rabbia là, l’invidia, il scherno,
maledicion’, biasteman’ in eterno
sé, chi gl’ingenerò, Dio che gli fece,
Satan, che gli tormenta in foco e pece.
Ahi, ahi ch’horribil star giù nell’inferno!

Lingua non può spiegar, quel bel concento
che si sente la su d’ogn’instrumento,
le nostre cetre, e gl’Organi sonori
sono appo lor sampogne de’ Pastori.
O che bel star è star in Paradiso!

Strepiti di catene, e di caldaie,
di spade, di coltelli, e di manaie
forman’ laggiù concerto sì tremendo
ch’egli trapassa il cuor, spavent’orrendo.
Ahi, ahi ch’horribil star giù nell’inferno!

Havrai insomma là quanto vorrai,
E quanto non vorrai non haverai:
E questo è quanto, o Musa, posso dire,
Però fa pausa il canto e fin l’ardire.
O che bel star è star in Paradiso!

Quel ch’aborrisce qua la tutto havrai,
Quel ti diletta e piace mai havrai,
E pieno d’ogni male tu sarai,
Disperato d’uscirne mai, mai, mai!
Ahi, ahi ch’horribil star giù nell’inferno!

Giovanni Pierluigi da Palestrina (Palestrina, 1525/26 – Roma, 1594)
Sicut cervus – Sitivit anima mea mottetto a 4 voci

Sicut cervus desiderat ad fontes
aquarum, ita desiderat
anima mea ad te, Deus.
Sitivit anima mea ad Deum fortem
vivum: quando veniam et apparebo
ante faciem Dei?

Come la cerva anela alle fonti d’acqua,
così l’anima mia
anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e
vedrò il volto di Dio?

Fuerunt mihi lacrymae meae panes
die ac nocte, dum dicitur mihi
quotidie: Ubi est Deus tuus?

Le lacrime sono mio pane giorno e
notte, mentre mi dicono sempre:
«Dov’è il tuo Dio?».

 

 

 

 

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